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giovedì 11 aprile 2013

New Orleans - Clarksdale (Mississipi)





Lasciamo New Orleans con un po’ di rammarico: la sua popolazione e le sue tradizioni così eterogenee, le sue casette fresche di pittura e soprattutto la sua musica ci hanno proprio conquistato. Passiamo attraverso una zona che ospita alcune fra le residenze dei proprietari delle piantagioni più famose della Louisiana e decidiamo di visitarne una: la Laura Plantation. E particolare perché è sempre stata gestita da donne … e da donne creole. Ci spiega la guida, che qui creolo è tutto ciò che è frutto di mescolanza etnica (in particolare europei, africani e americani) e che oggi in questi posti sono quasi tutti creoli. La casa padronale è conservata molto bene e la storia che ci racconta è affascinante. Peccato solo che stia diluviando (tanto per cambiare) e quindi non possiamo girare per i campi. Flavio si spinge fino alle baracche degli schiavi, mentre io torno al bar a riscaldarmi. La temperatura è scesa all’improvviso e le mie ciabattine fanno ridere i polli …. Continuiamo la nostra risalita del Mississipi e, arrocata su un promontorio, c’è Natchez, una bella cittadina con splendide case di prima della guerra civile.
 Facciamo un giretto veloce perché fa sempre più freddo. Riprendiamo la nostra via, la I 61, una bella strada panoramica che corre per tutto il Mississipi attraverso boschi e laghetti. Qua e là ci sono delle belle case, chiese e scuole e poi, ogni tanto, una serie di centri commerciali che costituiscono il nucleo delle cittadine. Fa sempre più freddo: ormai il termometro segna 7°. Verso le 8 arriviamo in una cittadina che si chiama Clarksdale e decidiamo di fermarci per la notte. Gran buona idea! Scopriamo che è la culla dei “juke joint”, i locali dove è nato il blues. Sono per lo più frequentati da gente del posto, ma siccome fra 2 giorni inizia un festival molto famoso in zona dedicato al blues, le porte del Ground Zero sono aperte a tutti e siamo accolti benissimo. Questa sera c’è una jam session e si esibiscono in molti. L’atmosfera è proprio come quella dei film: fischi e applausi a non finire. Quello che ci voleva per riscaldarci un po’!






 




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