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domenica 28 aprile 2013

New York:ultimo giorno


Questa sera si parte. Per l’ultima volta. Si ritorna a casa dopo 10 mesi. E anche se siamo felicissimi per questo, un po’ ci dispiace e allora, ci diciamo,” perché non fare ancora un saltino da qualche parte. Un posto dove di sicuro non ci andremo mai … “. Mentre guardiamo la cartina, ci viene in mente che un nostro amico ci ha detto che sulla nostra strada c'è il paese più ospitale al mondo, allora andiamo a vedere se è vero!

sabato 27 aprile 2013

New York: shopping ...




                  Questa volta ci dirigiamo a nord: Columbus Circle, Central Park, Apple store e poi ancora giù per la 5th Avenue, cosa che ci permette di fare un po’di shopping … bisogna approfittarne perché oggi è il nostro ultimo giorno a New York.










venerdì 26 aprile 2013

New York:ricordare



Andiamo a fare colazione nel Queens, il quartiere più esteso e più multietnico della città e poi ci dirigiamo verso Ground Zero. Insieme ad una massa incredibile di gente, riusciamo ad arrivare davanti alle piscine che ora sorgono al posto delle due torri. È doveroso un pensiero a tutto ciò che è successo e che continua purtroppo a succedere, ma anche un apprezzamento ai progetti di riqualificazione che stanno dando un futuro a questo posto. Ci spostiamo poi verso la riva del fiume Hudson per rendere omaggio alla sempre splendida Statua della Libertà, questa volta salutandola da lontano. Riprendiamo la nostra passeggiata verso Chinatown e poi Little Italy, anche se oggi non c’è più molta differenza fra i due quartieri, tanti cinesi ci sono nel ex quartiere italiano. Anche se ogni tanto abbiamo preso i mezzi pubblici, le nostre gambe non ce la fanno più ….






giovedì 25 aprile 2013

New York: cosmopolita ...



Incomincia la nostra avventura in questa città che è tutto e di più. È chiassosa, piena di traffico e piena di … negozi. Bisogna passeggiare con la mente libera e guardare tutto quello che si ha attorno: in alto e in basso, a sinistra e a destra, possibilmente contemporaneamente per non perdere la veduta d’insieme, ascoltare le tantissime lingue diverse e stupirsi della gran varietà di gente che gira per le strade, forse non annusare proprio tutto, anche se in questo momento  i giardini pubblici di New York sono pieni di giacinti che con il loro profumo intenso ne coprono altri, ma soprattutto lasciarsi contagiare dall’energia che vibra nell’aria.Incontriamo Veronica, nostra nipote di Maracaibo e passiamo qualche ora con lei prima della sua partenza e poi ci dedichiamo a gironzolare senza meta. Sfiniti, ci fermiamo a Bryant Park davanti alla New York Public Library  per riposarci un po’ e poi ripartiamo. Non si può perdere tempo ….








mercoledì 24 aprile 2013

Philadelphia - New York



Alle 6 di questa sera dobbiamo riconsegnare la macchina. Peccato! Mi stavo abituando bene … No, non è vero. È  solo stato un modo diverso di spostarci rispetto al resto del nostro viaggio, ma l’unico modo che ci ha permesso di vedere tante cose, di muoverci attraverso le strade interne e di visitare luoghi diversi, ai nostri ritmi … 
Approfittando allora della macchina, ci dirigiamo verso Atlantic City, una città sulla costa atlantica, conosciuta per i suoi casinò. Fa ancora molto freddo e il tempo è brutto quando arriviamo. Nel cercare un parcheggio, vedo un centro commerciale a cielo aperto e … ho vinto! Erano mesi che non entravo ed uscivo dai negozi in quel modo e che non compravo così. Non so come farò a portare a casa, ma non importa!
La nostra breve sosta si è trasformata in una lunga sosta e quindi ora ci tocca sbrigarci se vogliamo essere puntuali. L’emozione che proviamo quando entriamo in città è forte, nonostante non sia la prima volta che veniamo, o forse è proprio per questo: qui riconosciamo posti e sappiamo orientarci senza difficoltà. Per fortuna abbiamo il tempo di lasciare i bagagli in hotel, - il più caro e il peggiore in assoluto di tutto il viaggio!... ma è New York, ci diciamo … - prima di consegnare l’auto.
Stiamo per prendere un autobus per tornare in hotel che dista più o meno 2 km, ma continuiamo a rimandare di fermata in fermata. E così senza neanche accorgerci, arriviamo. Passeggiare per New York è veramente inebriante: la gente, i colori, le luci, i rumori e gli odori ti accolgono e ti perseguitano …
le 6 di questa sera dobbiamo riconsegnare la macchina. Peccato! Mi stavo abituando bene … No, non è vero. È  solo stato un modo diverso di spostarci rispetto al resto del nostro viaggio, ma l’unico modo che ci ha permesso di vedere tante cose, di muoverci attraverso le strade interne e di visitare luoghi diversi, ai nostri ritmi … 

Approfittando allora della macchina, ci dirigiamo verso Atlantic City, una città sulla costa atlantica, conosciuta per i suoi casinò. Fa ancora molto freddo e il tempo è brutto quando arriviamo. Nel cercare un parcheggio, vedo un centro commerciale a cielo aperto e … ho vinto! Erano mesi che non entravo ed uscivo dai negozi in quel modo e che non compravo così. Non so come farò a portare a casa, ma non importa!
La nostra breve sosta si è trasformata in una lunga sosta e quindi ora ci tocca sbrigarci se vogliamo essere puntuali. L’emozione che proviamo quando entriamo in città è forte, nonostante non sia la prima volta che veniamo, o forse è proprio per questo: qui riconosciamo posti e sappiamo orientarci senza difficoltà. Per fortuna abbiamo il tempo di lasciare i bagagli in hotel, - il più caro e il peggiore in assoluto di tutto il viaggio!... ma è New York, ci diciamo … - prima di consegnare l’auto.
Stiamo per prendere un autobus per tornare in hotel che dista più o meno 2 km, ma continuiamo a rimandare di fermata in fermata. E così senza neanche accorgerci, arriviamo. Passeggiare per New York è veramente inebriante: la gente, i colori, le luci, i rumori e gli odori ti accolgono e ti perseguitano …