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domenica 16 settembre 2012

Manuela: Mi prudono le mani .....

 
Questa mattina ci siamo alzati presto per andare al mercato. Idea giusta! Ho potuto girovagare in mezzo a prodotti locali molto belli. Tralasciando il mercato del bestiame, la zona dedicata ai tessuti mi ha fatto impazzire. Letteralmente!  Copriletti, tovaglie, borse e cappelli tutti fatti con queste strisce ricamate a mano e coloratissime, non un pezzo uguale all’altro, e bellissimi. Mi piaceva tutto, ma ogni volta che stavo per cedere pensavo al peso del mio zaino e, a malincuore, mi allontanavo …. Che tristezza! Una borsetta, però me la sono comprata lo stesso. E anche un paio di orecchini!
 





Bac Ha



Quando ci svegliamo le nuvole si sono diradate e non solo dal cielo. E molto presto. Bisogna visitare il mercato domenicale prima che arrivino le orde di turisti, ci dicono tutti. E così facciamo. E molto grande e si trova ogni tipo di merce: ci sono spazi dedicati alle mucche e altri ai cavalli, vicino cani, maiali e poi galline e anatre. E un bello spettacolo vedere come contrattano vendite e acquisti, con quanta cura si presenta l’animale e con quanta attenzione lo esamina il possibile acquirente. Poi, un po’ più lontano, gli uccellini con uno spazio dedicato al canto dove si ascolta anche il suono prima della compera. E poi tessuti di colori che si abbinano alla perfezione, borse e cappelli e centinaia di metri di nastri ricamati a mano che servono per guarnire i loro costumi.  E poi il mercato vero e proprio con tutti i generi di prima necessità per la gente del posto.
Nel pomeriggio ci affidiamo ad una guida che ci accompagna a visitare alcuni villaggi nei dintorni. Il paesaggio è molto bello: risaie a terrazza ovunque. Troviamo presto i bimbi del villaggio dei H’mong a fiori, una delle minoranze etniche più numerose del Vietnam, che ci vengono incontro gridando “Hello,hello” e poi tornano a giocare e vediamo anche  le donne agghindate nei loro coloratissimi costumi che lavorano senza sosta e senza degnarci di uno sguardo. Passiamo poi da un villaggio abitato dai Tay, di origine cinese, la cui gente ci accoglie con un sorriso. Continuiamo la nostra passeggiata fino al villaggio degli Nung dalla parte opposta di Bac Ha, dove la nostra guida si ferma un momento a casa sua perché deve allattare il suo piccolo di 7 mesi. Torniamo stanchi, ma soddisfatti del giro che abbiamo fatto.
 






sabato 15 settembre 2012

Manuela: Alcuni giorni sono più difficili di altri!


Oggi sono in crisi. Sento tanto la nostalgia di casa e, sorpresa! … anche della scuola. Ed episodi come quelli di questi giorni, mettono a prova il mio equilibrio. Questa gente non mi piace proprio, non mi sento a mio agio: questo continuo guardarmi alle spalle mi esaurisce, questo sentirmi sempre minacciata solo perché sono straniera mi fa perdere di vista ciò che di bello potrebbe offrirmi. Fra qualche giorno raggiungeremo il Laos e lì spero di trovare gente migliore e anche un po’ più pulita! Altrimenti ….addio Indocina!

Yuanyang (Cina) - Bac Ha (Vietnam)

 
Un trasferimento che sulla carta si presenta semplice e veloce: circa 250 km, un autobus fino al confine cinese e poi un altro dal confine vietnamita a Bac Ha, una cittadina in collina molto famosa nel paese per il suo mercato domenicale perchè fa confluire le diverse popolazioni etniche che vivono nelle montagne circostanti e che vengono per vendere merci e bestiame. Sin dal primo momento le cose vanno storte. Ci fanno salire sull’autobus, ma subito dopo ci fanno spostare su un minibus scassato che ci porta in stazione della città nuova. Lì cambiamoe saliamo su un
altro autobus più grande che ci porta fino al confine cinese viaggiando per 4 ore su una strada sterrata che costeggiava il Fiume Rosso  in mezzo ad una splendida foresta equatoriale, ma sempre foresta è …. Superiamo il confine cinese molto velocemente e arriviamo in quello vietnamita. Sorpresa! Il nostro visto d’ingresso scade a mezzanotte …. Noi credevamo che avesse una validità di 3 mesi come ci aveva assicurato l’agenzia di Roma che ce l’ha fatto ottenere, i doganieri sostengono invece che vale solo 1 mese e che quindi possiam
o entrare ma dobbiamo uscire prima di mezzanotte. Bel problema, in Cina non possiamo tornare e in Vietnam non possiamo restare! E nessuno che capisce quello che cerchiamo di spiegare. Finalmente arriva uno che mastica un po’ di inglese e ci porta dal suo capo che , dopo essersi fatto pregare un po’, accetta di rifarci il visto per la modica somma di 75 dollari a testa. Aspettiamo per ben 6 ore e quando ci consegna i passaporti è ormai troppo tardi per rimetterci in moto. Ci fermiamo a dormire qui a Lao Cai.
Di primo mattino siamo pronti per continuare il viaggio e usciamo dall’albergo. Ci piomba addosso un sacco di gente che ci offre ogni tipo di trasporto, ma scopriamo subito che sono truffe. Su suggerimento del receptionist del hotel, andiamo in stazione e prendiamo l’autobus. Siamo i primi, sistemiamo i nostri zaini e ci accomodiamo. Poco per volta , l’autobus si va riempiendo e , in men che non si dica, ci troviamo sommersi da persone e bagagli. E difficile persino cercare di scendere, cosi decidiamo di andare avanti. Scelta sbagliata! Il viaggio è  ovviamente orrendo,  ma l’arrivo è ancora peggio. Subito Flavio si  acccorge che non ha più il suo cellulare! Non c’è nulla da fare. L’autobus è ormai sparito e con lui anche il telefono ….
Ci riprendiamo dal brutto colpo e decidiamo di andare a denunciare       il furto alla polizia locale. Altra scelta sbagliata! Abbiamo perso un           pomeriggio intero per sentirci dire che loro non avevano alcun motivo per credere alla nostra versione dei fatti, che si sarebbero informati e ci  avrebbero fatto sapere ….