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martedì 14 agosto 2012

Beijing – Shangai

Fast train!!!!! Ma proprio fast…. Dopo l’esperienza allucinante Pingyao-Beijing, decidiamo di provare un treno ad alta velocità: Beijing-Shangai in 5 ore! Un treno espresso ne impiega 20 …., per non parlare di quelli normali... Viaggia sempre intorno ai 300 km all’ora! E sembra che non si muova neanche …. Una curiosità: i sedili sono tutti nel senso di marcia del treno e quando il treno arriva a destinazione, non potendo girare i vagoni, girano tutti i sedili …. Buffissimo!

Manuela: E sempre il solito Flavio…

Ieri sera siamo stati al Mercato Notturno e, indovinate un po’ cosa ha assaggiato Flavio….SERPENTE!!!!!! E dopo quest’ esperienza si è ritirato dal gioco….. niente più scarafaggi, cavallette o altri insetti, che si diceva pronto ad assaporare …”tanto sono cosi croccanti che potrebbero essere noccioline” mi ha detto prima di uscire dall’albergo. Si è divorato la mia pannocchia e non ha mangiato altro per tutta la serata….. E io neanche la pannocchia….
Oggi, invece, indovinate un po’ come è sceso dalla Grande Muraglia…. Sulla pista da bob! E si è anche divertito un mondo gareggiando con altri due turisti italiani.
Questa sera invece siamo stati, con tre ragazze di Milano che abbiamo conosciuto oggi, a mangiare la famosa Anatra alla Pechinese. Non si poteva non assaggiarla…. Abbiamo passato una piacevole serata chiacchierando (in italiano) e assaporando questo cibo particolare: ci hanno portato l’anatra arrosto intera in tavola e poi l’hanno affettata e servita con dei bastoncini di cetrioli (?) e del cipollotto, il tutto accompagnato da una zuppa di cetriolo …. e da una salsetta densa e dolciastra. Ci hanno spiegato che bisognava mettere un po’ di ogni cosa in una crepe sottilissima e poi arrotolarla e mangiarla con le mani …per una volta, niente bastoncini, che sollievo ! L’anatra era molto buona, ma tutto il resto ci ha lasciato perplessi.

Beijing La grande muraglia

E il turno della Grande Muraglia! L’inizio non promette niente di buono…. Abbiamo scelto di fare un percorso pi§ turistico perché Flavio ha male ad un piede e quindi eccoci a Mutianyu ad un’ora e mezzo da Beijing. L a prima impressione è sempre la stessa ….Gardaland ….un sacco di banchetti che vendono di tutto, una seggiovia che sale e una pista da bob che scende …..m a quando si arriva sulla Muraglia lo spettacolo è fantastico! La guida dice che è lunga 3 km, ma a noi sembrano 30…. Il caldo è soffocante e il percorso, nei suoi tratti originali, molto impegnativo. Più di una volta ci diciamo “”meno male che ci siamo limitati a questa…” Rimane una meta imprescindibile, un’ immensa opera di ingegneria che fa riflettere. Ci si chiede ad ogni gradino come abbiano fatto a portare il materiale fino a qui e quanto deve essere costata, e non solo in soldi, la costruzione di questa muraglia . Ci si chiede anche se sia mai veramente servita, ma soprattutto si guarda, si ammira questo serpentone costellato di torrette che si snoda attraverso migliaia di chilometri scalando montagne e scendendo a valle per poi risalire…. Finalmente un’emozione!

sabato 11 agosto 2012

Beijing 2


Lunedì giornata dedicata alla visita più attesa. Dopo una buona colazione( capuccino e brioches) e due chiacchiere (in italiano!) con due ragazzi molto simpatici di Bologna, partiamo per la piazza Tienanmen. E davvero uno spazio molto grande, ma non si riesce ad avere una visione di insieme perché in mezzo c’è il Mausoleo di Mao. Inoltre la gente è ammassata ovunque e fra gli ombrellini con bandiera rosa sopra delle guide turistiche, gli ombrellini delle signore che si riparano dal sole e i cappellini a forma di ombrellino, devi stare attento a dove vai. Non ci sono panchine, né alberi per cui la piazza non è un bel posto dove fermarsi.

Proseguiamo per la Città Proibita. Riusciamo ad eludere centinaia di persone che si offrono di farci da guida ed entriamo in questo complesso monumentale, residenza degli imperatori Ming e Quing fino alla fondazione della repubblica, e che deve il suo nome al fatto che i comuni cittadini non hanno potuto accedervi per 500 anni. Molti degli edifici sono stati appena riverniciati e molti sono inagibili ma ciò non toglie nulla al fascino di questo luogo carico di storia.

Martedì ci rilassiamo e trascorriamo la giornata nel Parco del Tempio del Cielo che è un’oasi in mezzo alla città. Dopo aver visitato i diversi monumenti, ci muoviamo attraverso i 4000 cipressi antichi e bitorzoluti (così dice la guida) e ci gustiamo la gente del posto. E veramente un bello spettacolo. Ci sono gruppi di persone che ballano in coppia seguendo il ritmo di canzoni lente, ci sono gruppi di donne che fanno ginnastica, altre che si dedicano ai balli di gruppo. Qualcuno si diverte ad imparare a suonare una specie di ocarina rossa (ovviamente) e c’è chi ricama, lavora a maglia o all’uncinetto. Ci sono gruppi che giocano al pallone, ma che al posto del pallone hanno un dischetto duro decorato con alcune piume e poi ci sono i ragazzini che si divertono con tutti i giochi possibili. I ragazzi più grandicelli si riuniscono in gruppo e ascoltano la musica. Insomma, un parco veramente vivo!


Beijing (16 milioni di abitanti)



Usciamo dalla stazione e ci troviamo di fronte al caos più assoluto. Ci facciamo fregare da un tassista abusivo, ben sapendo che bisogna prendere quelli ufficiali. Non siamo ancora pronti per affrontare la città e quindi ci rintaniamo in albergo per recuperare le forze. L’albergo è carino ed è situato in un “hutong”, uno di quei vicoli tipici un po’ decadenti che si snodano nel cuore della città e formano un vero labirinto. Sono quei vicoli che sopravvivono alla frenesia che sta trasformando la città, dove però ferve l’attività, dove gli uomini si riuniscono a bere e a giocare a scacchi, a dama o a carte. L’ingresso dell’albergo è costituito da una grande porta rossa protetta da due leoni, come quelle di ogni casa di corte che si rispetti.
Appena si esce da questi vicoli, ci si trova in una capitale moderna, con grattacieli, centri commerciali e tanto traffico e che non si presenta tanto diversa da altre grandi metropoli. Il traffico è veramente tanto, i conducenti non rispettano molto la segnaletica e quindi è molto difficile camminare per strada: tutti strombazzano e tutti vogliono passare per primi. Ad ogni incrocio c’è una persona con una bandierina rossa che regola il traffico delle biciclette e aiuta i pedoni ad attraversare la strada.
Nel pomeriggio visitiamo il Tempio dei Lama e ci soffermiamo a guardare con quanto fervore la gente si inginocchia davanti a Buddha e offre tre bastoncini di incenso accesi in ogni tempio. Visto che la gente è tantissima e i tempi anche, si forma una cappa di fumo che fa lacrimare gli occhi. Decidiamo quindi di cambiare religione e andiamo a visitare il Tempio di Confucio, che è proprio lì davanti. Anche questo è molto grande, ma è più austero e ispira serenità e tranquillità. Passeggiamo nei dintorni e fra i vari “hutong” ne troviamo uno molto interessante. Nanluogu Xiang, un vicoletto che in pochi anni è stato oggetto di una riqualificazione e ora è diventato un posto molto animato dove i negozi, i bar, i ristoranti e gli alberghi sono ricavati dalle antiche case a corte e dove incontriamo un’infinità di giovani che passeggiano e mangiano un po’ di tutto, dalle crepes ai churros mentre entrano ed escono dai negozi. Ci adeguiamo anche noi.



Pingyao - Beijing


Ormai esperti di file in stazione, decidiamo di cambiare il biglietto che avevamo acquistato a Xi’an per andare a Datong con un biglietto per Pecchino. Siamo fortunati e ci riusciamo, ma il cambio non è indolore. Visto che il biglietto è per la stessa sera, non ci sono molte possibilità di scegliere e quindi dobbiamo accontentarci dei posti a sedere. Si parte alle 22.28 e si arriva a Pecchino alle 11.20.E vero che sono solo 500 km, ma….
Il treno é strapieno di ogni tipo di gente, i sedili sono molto stretti e senza braccioli né poggiatesta e fa un freddo polare. Ogni ora gli inservienti, non solo portano via bottiglie, carte e resti di mangiare, ma passano con la scopa e poi con lo straccio bagnato…. Siamo gli unici occidentali sul treno e abbiamo gli occhi puntati addosso di almeno cento persone. Scopriamo che sono affascinati dai nostri zaini, loro che viaggiano con tanti sacchetti e scatole e pochi hanno una vera valigia.

Guardiamo fuori dal finestrino e vediamo il paesaggio che cambia. Attraversiamo una zona alluvionata e notiamo i danni che ha fatto l’acqua, poi pianure e qualche città. Rimaniamo sorpresi da quante infrastrutture sono in fase di costruzione a dimostrazione di come la Cina sia ormai nel XXI secolo.