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mercoledì 20 febbraio 2013

Quito: La Mitad del Mundo

 


Essere tra i piedi, puntare i piedi, alzarsi con il piede sbagliato e via dicendo….,  sono molti i proverbi in cui i piedi sono protagonisti; ma avere un piede nell'emisfero nord e uno in quello sud non è cosa che capita tutti i giorni …. e noi oggi lo abbiamo fatto. Abbiamo calpestato l'Equatore, lo abbiamo scavalcato, abbiamo saltato da un emisfero all'altro, insomma ci siamo divertiti.

 


martedì 19 febbraio 2013

Quito e le sue chiese.


 


 
 


E molto piacevole passeggiare in questo dedalo di stradine e ovunque troviamo chiese monumentali. La più grande di tutte, la Basilica del Voto Nacional ( già il nome …) di stile gotico è visibile da tutta la città. Iniziata nel 1926 e non ancora finita perché, si dice, quando sarà messa l'ultima pietra, finirà il mondo … Intanto, per non scherzare si sono fatti un bar in cima ad uno dei campanili!
Un'altra chiesa impressionante non per la sua dimensione questa volta, ma per la sua decorazione tutta in oro e le sue numerose opere d'arte è quella della Compagnia di Gesù. Sbalorditiva!


lunedì 18 febbraio 2013

Quito

 



Altra capitale ad un'altezza discreta(2.850 m) … a noi però non fa più una piega, ormai siamo abituati!
Il centro storico è affascinante. Una serie interminabile di vie in salita o in discesa, ovviamente, che si incrociano, con stupendi e ben restaurati palazzi coloniali, enormi chiese e ampie piazze. Iniziamo subito ad esplorare la città dal suo cuore: la Plaza Grande. Oggi c'è tanta gente in giro che festeggia la riconferma del presidente uscente: vendono cappellini, bandiere e persino ghiaccioli con i colori della bandiera.
Due curiosità ci saltano subito all'occhio: la prima è che nelle piazze di Quito non ci sono piccioni, ci sono le tortore e la seconda, questo paese non ha una moneta: tutto si svolge in dollari!
 


 



Mancora - Quito (Ecuador)

A volte il viaggio va benissimo, altre un po' meno. Questa è una di quelle … Con fatica riusciamo a trovare due posti su un autobus per Guayaquil perché sembra che oggi tutti debbano andare in Ecuador. Subito ci rendiamo conto che le cose non stanno così come ce le hanno raccontate. Ci fanno salire su un minibus e ci dicono che ci porta al terminal da dove partono i bus per l'Ecuador. Non sarebbe grave se il terminal non fosse a 160 km di distanza e l'autista non girasse in tondo per il -->
paese alla ricerca di altri passeggeri da completare il carico. Ci viene il mal d'auto ancora prima di partire ….. Finalmente si parte e per fortuna tutti vanno fino al capoluogo, quindi niente fermate intermedie ….. Arriviamo al terminal e ci troviamo davanti un autobus abbastanza scassato, e questo non sarebbe niente, è un bus di linea ... = un miliardo di fermate! Cerchiamo alternative, ma non ce ne sono per cui ci armiamo di pazienza e saliamo. Presto scopriamo che è un bus-ristorante: ad ogni semaforo sale qualcuno con un vassoio pieno di cibo che vende prima di arrivare a metà autobus per poi scendere al volo dopo qualche chilometro. Mano a mano che salgono i diversi tipi di cibo, l'aria si fa sempre più … pesante, nonostante la porta sempre aperta e tutti i finestrini spalancati. Finalmente arriviamo a Guayaquil, dove prendiamo un altro bus per Quito. E ormai tardi e non riusciamo più a trovare un bus-letto. Risultato: 20 ore di autobus sofferte!