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lunedì 14 gennaio 2013

Ultimo giorno a Buenos Aires

 
Questo ultimo giorno lo dedichiamo a …. Siga la Vaca! E un ristorante famoso perché si paga un fisso e si mangia tutta la carne alla griglia che si riesce a ingurgitare … Sì, proprio così! Perché si incomincia gustando l’ottima carne e si finisce ingozzandosi fino a stare male … ma la carne è proprio buona: succosa e tenerissima e non si può fare a meno di assaggiare tutto! 




Manuela: Ma oggi Buenos Aires è una bella città

     


 
E sicuramente una città viva, di una vita frenetica vissuta da gente di tutte le etnie e di tutte le classi sociali. E una metropoli con quartiere bellissimi, ma anche non belli, con alcuni palazzi maestosi e veramente interessanti dal punto di vista dell'architettura, con tanti parchi e tanto traffico e, ci si dice, con una movida tipo Madrid. Ma soprattutto è passione: per il tango e per il calcio, che trasuda da ogni angolo. E allora il turista non bada  all’inquinamento, alla povertà e al degrado delle infrastrutture e si porta via un bel ricordo della città e della sua gente!
 



domenica 13 gennaio 2013

Una domenica a Buenos Aires



 
Oggi ce la prendiamo comoda: ci alziamo giusto in tempo per la colazione e poi oziamo in camera fino all’ora di pranzo. Ieri sera Flavio aveva voglia di pasta e ha ordinato un piatto di spaghetti con il ragù. Gli hanno portato una specie di tagliatelle fatte con la barbabietola e condite con un ragù sospetto: fuoriuscivano dei pezzi di salsiccia grigliata. E la cosa peggiore: erano scotti!!!!! C’è rimasto malissimo e non ha mangiato niente. Io ho cercato di dividere con lui, seppur a malincuore, la mia bella costata, ma lui non ne ha voluto sapere. Allora oggi ho deciso di fargli un bel piatto di pasta, condito con un sughetto al tonno e olive. E venuto benissimo e ne abbiamo mangiato più di un etto a testa ….
Dopo un riposino, siamo usciti e siamo andati in un quartiere di nome Palermo che è pieno di parchi e che soprattutto nel fine settimana è tanto frequentato. E una zona carina con viali alberati su cui si affacciano negozi, centri commerciali e musei e anche i locali notturni. Poi, abbiamo proseguito la nostra passeggiata e ci siamo ritrovati in un quartiere molto elegante, il più esclusivo e alla moda. Anche qui parchi e bellissime ville e in una piazza, un bel mercato dell’artigianato. Oggi, domenica, è moto affollato e c’è anche un concerto. Ci fermiamo ad  ascoltare.
 



sabato 12 gennaio 2013

Buenos Aires: Barrio de La Boca

    


 



Sensazioni molto diverse invece al Barrio de La Boca, con le sue casette colorate, dove le due grandi passioni argentine si incontrano: il Tango e il Calcio! Una atmosfera elettrizzante!
Passeggiamo, passeggiamo e passeggiamo e troviamo, chiese con interni molto curati, vie decisamente belle e piazze accoglienti! In una di queste, nel quartiere d San Telmo, ci fermiamo per una fresca spremuta d’arancia.


 

venerdì 11 gennaio 2013

Buenos Aires: Microcentro


        
Ieri sera quando siamo arrivati all’aeroporto e abbiamo cercato un autobus per il centro della città ci siamo trovati di fronte ad una scelta veramente dispari: lo shuttle costava  80 pesos argentini contro i 5,50 dell’autobus di linea, che per puro caso, passava vicinissimo al nostro hotel. Ovviamente optiamo per il bus non sapendo ancora che a Buenos Aires le monete non si trovano facilmente e il biglietto lo fai solo con monete! Per fortuna abbiamo trovato gente disponibile e siamo riusciti a raccattare quegli 11 pesos che ci servivano.
L’impressione che abbiamo, girando per il centro, è quella di essere in una città che pur avendo vissuto momenti di gloria e ne sono testimoni gli eleganti palazzi barocchi e neoclassici, ma anche alcuni grattacieli moderni, ora non riesca a ripartire dopo l’ennesima crisi economica.  Strade e marciapiedi in centro sono molto deteriorati, negozi chiusi, locali vuoti e spesso si vedono “senzatetto” accampati nei portoni dei palazzi o nei parchi.
Ci dirigiamo subito verso la Plaza de Mayo, cornice di tante manifestazioni di protesta della popolazione argentina e lì, davanti alla Casa Rosada, non possiamo non provare un moto di indignazione e di rabbia. Mi viene voglia di mettermi un fazzoletto bianco in testa e passeggiare per la piazza come fanno le madri e le nonne, ancora oggi, ogni giovedì. La commozione è davvero tanta. Questo viaggio ci ha portato spesso ad affrontare piazze scenari di proteste violente, ma qui la disperazione ci penetra fino alle ossa.