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sabato 2 febbraio 2013

Puno: La grande festa

 
Oggi è il grande giorno. La statua della Vergine è davanti alla chiesa e la piazza è gremita di fedeli che assistono alla messa e che quando questa finisce, sfilano davanti a lei prendendo un fiore dall'altare. Poi, riuniti in gruppi a seconda delle parrocchie, comunità o gruppi musicali, vanno a preparare tappeti di fiori lungo le strade dove passerà la processione. Seguiamo anche noi per un po' la processione.

 



venerdì 1 febbraio 2013

Manuela: Isola di Taquile


 
In questo ultimo mese non ho avuto molto tempo per pensare … Abbiamo visto panorami stupendi, visitato città famose e non, percorso moltissimo km in autobus, conosciuto molte persone non tutte proprio simpatiche e … lottato contro il mal di montagna! Ma ora voglio prendermi un momento.
Una ventina di anni fa, - la prendo alla larga,vero? - quando ho incominciato ad insegnare al CIAL (il centro linguistico dell'Università di Trento) in uno dei primi libri di testo per l'insegnamento dello spagnolo ho trovato una lettura che parlava di questa isola di Taquile ai confini del mondo non tanto per la sua posizione geografica, quanto per il modo di vivere, e subito mi ha preso. Insieme alla mia amica e collega Esther prima e poi da sola, ho utilizzato questo testo tantissime volte e ha sempre suscitato curiosità e molti dibattiti fra i ragazzi. Ora finalmente la vedo! E trovo che non ci siano molte differenze rispetto a quel vecchio testo. Forse si sono ammorbiditi un po' nei confronti dei turisti, forse hanno capito che sono fonte di guadagno, ma sono ancora senza corrente e l'acqua la prendono dalle poche sorgenti. Continuano a sposarsi fra di loro, indebolendo sempre di più la razza e pochi lasciano l'isola. Lo stesso vale per l'altra isola che abbiamo visitato. Vivono in belle case, ma questo è tutto. I ragazzi camminano per 2 ore su strade impervie per andare a scuola e altre 2 per tornare a casa, le donne portano a spalle i bimbi per molto tempo, i contadini vanno su e giù senza l'aiuto nemmeno di un asino... E sembra che vivano bene e che siano contenti.
E lo stesso vale per gli abitanti delle isole galleggianti. Per me, la sera ognuno torna a casa sua sulla terraferma..

Puno: Isla de Taquile



Subito dopo colazione partiamo per la Isla de Taquile, che è un isolotto di 7 kmq, abitato da migliaia di anni e che mantiene un forte senso di identità: si sposano fra di loro e quasi nessuno lascia l'isola. Il centro del paese è in alto: di nuovo un sentiero molto ripido da affrontare, ovviamente ripagato dal bel panorama. La guida ci spiega che qui sono gli uomini che tessono, mentre le donne sono incaricate di filare la lana. Ci spiega anche che cui, come anche ad Amantani, vigono tre principi: non mentire, rispettare tutto e tutti ed essere cooperativi. Vediamo infatti una fila di persone cariche di materiali da costruzione e la seguiamo. Si fermano in uno spiazzo e appoggiano il sacco e poi ritornano da dove sono venuti. “Stiamo costruendo il nuovo centro sportivo e tutti quanti contribuiamo. Più siamo e prima finiamo”, ci dice un ragazzo che sta facendo il cemento in una carriola e poi aggiunge “Qui si fa così: se uno deve costruire qualcosa, il resto della popolazione lo aiuta. Tutti ci preoccupiamo di tutti” Interessante e ammirevole! Torniamo a girare per il paese e osserviamo i taquileni nei loro abiti tradizionali. Cappucci rossi per gli sposati e bianchi e rossi per quelli in cerca di moglie, mentre ampie gonne nere a più strati distinguono le donne sposate da quelle nubili che indossano colori molto vivaci.
Ritorniamo a Puno sotto la pioggia e siamo tristi perché pensiamo che il maltempo rovini le celebrazioni. Nulla di più sbagliato. Nonostante la pioggia, le strade sono piene di gruppi che suonano i diversi tipi di flauto e dei grossi tamburi e che ballano. Verso le nove tutti convergono nella piazza davanti alla cattedrale da dove partono i fuochi d'artificio. Noi torniamo in ostello intirizziti. Loro probabilmente andranno avanti tutta la notte!



giovedì 31 gennaio 2013

Puno: Isole Uros e Amantani

 

 
Visto che abbiamo tempo, decidiamo di fare una mini crociera fra le isolette davanti a Puno che sono famose per le loro bellezze naturali, ma anche per alcune loro caratteristiche che le rendono particolari se non uniche. Ci fermiamo subito alle Isole Uros, isole galleggianti costruite con la “totora” e sulla “totora”( canne galleggianti che crescono in abbondanza) dove gli abitanti vivono in modo molto spartano: 6 o 7 capanne rigorosamente costruite con la totora intorno ad uno spazio comune (il tutto in una superficie di 60/70 mq) senza acqua, né luce e con poche possibilità di accendere un fuoco perché la totora brucia facilmente. E così un'isoletta vicino all'altra formano una comunità con tradizioni ferree. Facciamo conoscenza con un gruppo di famiglie che abitano su una di queste isole e che ci accolgono con il sorriso, con alcuni canti e con i loro banchetti colmi di prodotti artigianali.
Dopo un'oretta ripartiamo per Amantani dove trascorreremo la notte presso una famiglia dell'isola. Esmralda, la figlia della padrona di casa ci riceve al porto e ci accompagna a casa dove Felicia ci attende con il pranzo. La casa è bella, la stanza è spaziosa e dalle finestre si vede il lago. Scopriamo subito che non c'è acqua e che tutto dipende dalle sorgenti o dalla pioggia …. Non c'è nemmeno la corrente. Ogni casa ha pannelli fotovoltaici per produrre quel minimo di elettricità sufficiente a non costringerli ad utilizzare le candele.
Nel pomeriggio i più arditi (Flavio compreso) vanno a visitare un tempio sulla sommità dell'isola a 4.180 m mentre i più pigri rimaniamo a fare il tifo per la squadra della nostra comunità che disputa un torneo di pallavolo. Assistiamo alla premiazione ufficiale e poi alle prove generali di alcuni gruppi che si preparano, anche qui, alla festa della Candelaria.
In serata, la comunità ha organizzato una festa in nostro onore. Le nostre padrone di casa ci prestano i loro costumi tradizionali, sono veramente belli, e ci spiegano che sia la camicetta che il mantello nero sono ricamati dagli uomini per le loro mogli e figlie, mentre le donne filano la lana e tessono i berretti per i loro uomini. Poi tutti insieme ci ritroviamo in una sala comunale a ballare al ritmo di una bella musica locale.











mercoledì 30 gennaio 2013

Puno: Inca Kola


Sin dalla frontiera ci troviamo sommersi da Inca Kola, una bevanda gassata, dolce e di un color giallo inquietante che in Perù sovrasta le vendite della Coca Cola. Fra i suoi ingredienti ci sono l'erba luisa e la tartrazina... Dobbiamo spaventarci?

Copacabana - Puno (Perù) 3.810 metri

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Lasciamo Copacabana sotto una fitta pioggia (che strano! ...Piove) e speriamo che a Puno il tempo sia migliore, anche se sappiamo già che è una vana speranza poiché è solo a un centinaio di km a nord sempre sul lago. Gli scorci che riusciamo a vedere dall'autobus sono idilliaci: tutto è in ordine, le casette sono di fango, ma hanno tutte i tetti spioventi, il cortile con gli animali domestici e i giardinetti con alcune dalie. I campi sono ben coltivati oppure sono adibiti a pasto per animali e sulla sponda del lago numerosi allevamenti di trote. E poi ovunque figurine che riempiono gli spazi: la mamma che tira fuori l'acqua dal pozzo, i bambini che corrono e giocano in piazza, alcuni gruppi che sorvegliano il gregge – spesso sono donne che filano la lana mentre chiacchierano – , mentre altri stendono al sole la “totora” che sono canne galleggianti che crescono nel lago e che hanno diversi utilizzi e tutti che si occupano dei campi. Sembra un presepio!
Arriviamo a Puno, la capitale folklorica del Perù e ci capitiamo a fagiolo. Domani iniziano i festeggiamenti in onore della Virgen de la Candelaria e la città si sta preparando a dovere.
Noi curiosiamo qua e là e scopriamo che in ogni palestra stanno provando i balli e le musiche e quindi decidiamo di prolungare di un giorno la nostra permanenza qui.